A mia madre

03.12.2018

A MIA MADRE

 Madre, 

lemma mai più enunciato

 da quando abbandonasti spoglia mortale.

 Amorevoli ricordi di pungenti speranze

 riposano su giaciglio di carne martoriata.

 Madre, 

rimpianto di giorni giulivi,

 trascorsi a disegnare rose senza spine. 

La memoria rimembra ancora

 la nenia intonata all'imbrunir del tempo tuo. 

Madre, 

devoto bene di mistificatrice attesa, 

discesa come pioggia sull'arida patria delle mie ossa, 

annega gli infantili desideri! 

Madre, 

ora non sei più: epigrafe sulla sabbia

 cancellata dall'abisso fatale.

                                                                     Giovanna Iammucci

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